Sostiene Pereira di Antonio Tabucchi

Agosto 1938. Un momento tragico della storia d’Europa, sullo sfondo del salazarismo portoghese, del fascismo italiano e della guerra civile spagnola, nel racconto di Pereira, un testimone preciso che rievoca il mese cruciale della sua vita. Chi raccoglie la testimonianza di Pereira, redatta con la logica stringente dei capitoli del romanzo, impercettibilmente aperti e chiusi dalla formula da verbale che ne costituisce il titolo: Sostiene Pereira? Questo non è detto, ma Pereira, un vecchio giornalista responsabile della pagina culturale del “Lisboa” (mediocre giornale del pomeriggio) affascina il lettore per le sue contraddizioni e per il suo modo di “non” essere un eroe.

Sostiene Pereira

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L’Europa è in fermento alle prese con il fascismo e il nazismo, in Portogallo Salazar ha imposto la dittatura eppure, il mondo di Pereira, che sostiene con la sua mole e le sue abitudini, è fermo al ricordo della moglie, al suo giornale pomeridiano e al suo pensiero fisso sulla morte. È uno che non rischia, Pereira, cattolico, lavora per un giornale cattolico e di politica non ne vuole sapere. Di scrivere o far scrivere qualcosa che possa dar fastidio al governo portoghese neanche per sogno, che sia senso di prudenza, vigliaccheria o paura di rovinare la sua confortevole quotidianità sta al lettore deciderlo.

Perché, sostiene Pereira:

Se scrive con le ragioni del cuore, lei andrà incontro a grandi complicazioni, glielo posso assicurare.

Le libertà di parola, di stampa, di manifestazione, vengono limitate da tutti quei governi che prendono il potere con la forza e rendono il popolo assoggettato con atti di terrore.

ll protagonista del romanzo, forse in maniera inconsapevole, ha dalla sua l’intelligenza di sapersi adattare ma la mancanza di farsi sentire perché Pereira, sostiene ma non si esprime, è l’uomo delle contraddizioni per eccellenza. Non agisce, sente ma non esterna. Un personaggio snervante all’apparenza o semplicemente umano.

Ma è pur sempre un giornalista, per 30 anni si è occupato di cronaca nera, abituato a farsi domande, a porre domande e l’inquietudine che prova da un po’ di tempo inizia a farsi sentire sempre di più dopo l’incontro con il giovane Monteiro Rossi.

Assistiamo ad un Pereira quasi smarrito, angosciato, in bilico tra ciò che vorrebbe fare e ciò che può fare, tra ciò che vorrebbe dire e quello che dice. Una dualità non assillante ma che si insinua lenta e accompagna il lettore quasi fino alla fine del romanzo dove assistiamo ad un finale sorprendente, un vero e proprio atto di rivoluzione.

Un romanzo toccante, dove la mancanza della descrizione dei luoghi non nega ai lettori qualcosa e l’assenza dei segni di interpunzione nei dialoghi non rendono la narrazione pesante o difficile da seguire anzi, quasi come fosse un flusso di coscienza si manifesta l’importanza della cultura e della libertà di stampa.

Autore

Sostiene Pereira

Antonio Tabucchi ( Pisa, 1943 – Lisbona,2012) è uno dei grandi scrittori del 900′ Europeo. Autore di romanzi, racconti e testo teatrali tradotto in tutto il mondo, ha vinto prestigiosi premi e ha svolto anche una rilevante attività di saggistica e di traduttore. Ha insegnato Lingua e letteratura portoghese nelle università di Genova e Siena. Come intellettuale si è impegnato in diverse battaglie civili e politiche, collaborando con importanti testate giornalistiche in Italia e all’estero.