Senza tema – poesie coraggiosamente atematiche

Senza tema – Poesie coraggiosamente atematiche

senza tema

Consapevole che infrangere le consuetudini, specie se consolidate, è sempre un atto di coraggio, Pietro Pancamo si è ribellato alla moda delle antologie a tema, curando un piccolo volume collettaneo di versi nel quale a ciascun autore è stata lasciata completa libertà di scegliere autonomamente la materia da trattare;

ne è nata un’opera corale in cui tutti, svincolati com’erano da forzature di sorta, hanno avuto una preziosa oppurtunità d’esprimersi al meglio.

E ciò è ampiamente dimostrato non solo dai componimenti, ma anche dai poeti (Kikai, Angela Lombardozzi, Tommaso Meldolesi e Fabio Sebastiani) che il libro raccoglie.

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Spes ultima dea:

cioè la speranza

è l’ultima speranza.


Versi abissali che esaltano l’angoscia di ciò che cade a pezzi senza annullare la sensazione che ciò poteva essere evitato. Un passo diverso che cambia la disperazione delle anime. Tutti riproduzioni di un riflesso imposto che subiamo e basta. Ombre che si muovono senza fermarsi.

Ci sono cose che accadono solo in sogno, altre nemmeno in sogno.

La nostra mente come un ring in cui lottare non per la vittoria ma per la difesa della nostra sensibilità, sentimentali perdenti.

L’amore non definito ma che potente non deve essere etichettato, descritto, chiuso.

Le liriche di Kikai, Angela Lombardozzi, Tommaso Meldolesi e Fabio Sebastiani, donate a Pancamo, che custodisce e cura, offrono al lettore versi che vanno oltre le parole anche grazie all’intervento di quest’ultimo che con ordine ed eleganza guida il lettore.

L’ingenuità, il coraggio e i sogni di quando si è bambini e nulla sembra perduto ma tutto così aperto al nuovo. Pensieri a chi la guerra la subisce vedendo la propria terra e il proprio corpo martoriati dalle scelte altrui.

Viaggi sconnessi

a lunga percorrenza

di notte, senza luna,

su strade secondarie,

quando i venti di guerra

ormai danno sconcerto,

paura e smarrimento

in chi già sta scappando.

Lo stesso Pancamo spezza il silenzio con frasi potenti che fanno provare la rabbia dei sogni infranti.

L’uomo e la donna che assorbono come una spugna ciò che viene loro proposto senza chiedersi cosa ci sia oltre, molto spesso senza conoscere il potere della propria voce.

Versi che con carattere anche critico cercano di spezzare l’ottusità della comodità:

Agli occhi affido la follia del blu

che rimanga di stucco la parola

si spenga il nero dei labirinti

plani il respiro nel concentrico divenire

del sorriso.

Che la leggerezza ne sappia una più del cielo

sempre

e da quel blu, il mio ritorno

si avveri.

Note sull’autore

Pietro Pancamo (1972) è autore della raccolta poetica «Manto di vita» (LietoColle).

È stato incluso nell’antologia «Poetando» (Aliberti), curata da Maurizio Costanzo; il blog «Poesia» della Rai gli ha pubblicato una breve silloge di liriche e la radio nazionale della Svizzera italiana gli ha dedicato una puntata del programma «Poemondo».

Fra il 2020 e il 2021 ha collaborato con Il sabato del racconto, rubrica settimanale dell’edizione parmense de «la Repubblica».

Fra le testate che lo hanno recensito – o su cui sono usciti, talora in inglese, suoi articoli, versi o racconti – figurano il «Corriere della Sera», «Il Fatto Quotidiano», «La Stampa», «Poesia» (Crocetti editore), «Atelier», «Gradiva», «Poetarum Silva», «Carmilla», «Vibrisse», «La poesia e lo spirito», «Il Ridotto», «Il Paradiso degli Orchi», «Cronache Letterarie», «FantasyMagazine», «IF. Insolito & Fantastico», «El Ghibli», «Scriptamanent» (Rubbettino editore), «Suite Italiana», «Il cucchiaio nell’orecchio», «Beyond Thirty-Nine», «Il Cofanetto Magico», «CoolMag», «Il Pickwick» e «Diogen» (rivista di Sarajevo, fra le più importanti d’Europa).

Per “Pulsante Radio Web“, emittente digitale di Milano, conduce il programma “Poesia, l’abile traccia dell’universo“.