Rosso di fiamma danzante di Fabrizia Scorzoni

Rosso

Dopo l’abbandono da parte della moglie, Orazio si è ritrovato a crescere un figlio ora diventato un adolescente ribelle. I capelli rossi di Flora si confondono nella sua mente con le rose rosse che cerca di dipingere con scarsi risultati e lo spingono a iscriversi a un corso di tecniche di seduzione.

Edito da Linea Edizioni

Link La Feltrinelli

Narrato in prima persona, il romanzo Rosso di fiamma danzante scritto da Fabrizia Scorzoni ed edito da Linea Edizioni narra, dal punto di vista maschile, le difficoltà che ci sono in una famiglia composta da un padre, Orazio, il protagonista, ed un figlio adolescente ribelle, dopo l’abbandono della madre avvenuto dieci anni prima senza alcuna spiegazione.

A fare da cornice le vicende lavorative e sentimentali di Orazio che con sprazzi di superficiale ironia cerca di affrontare anche se in maniera imbarazzante.

Il protagonista seguendo un proprio istinto decide di iscriversi ad un corso di seduzione per cercare di riprendersi in campo amoroso dopo essere stato fuori gioco per diverso tempo.

In questo corso quello che viene insegnato è un vasto repertorio sul comportamento da adottare, sul modo di vestire, sulle frasi da dire per apparire come un maschio alfa e quindi trasmettere sicurezza e assoluto potere alle donne così da conquistarle.

Messi in cerchio, i partecipanti, seguendo le direttive del loro istruttore, Flavio, apprendono degli insegnamenti che risultano forzati tanto che il nostro stesso protagonista valica ripetutamente la linea che divide la seduzione dalla cafonaggine.

Anche nel rapporto con il figlio non assistiamo ad una evoluzione ma solo a dei dati messi su carta.

Lo stesso si presente nel rapporto con Flora, la donna che suscita l’interesse di Orazio. Viviamo l’approccio, il cambiamento ma manca qualcosa che faccia innescare l’entusiasmo per loro.

Il romanzo presenta argomenti che, se approfonditi, possono rappresentare una marcia in più come il rapporto che Orazio aveva con i genitori, per esempio il fatto che la madre lo trattasse come un ragazzino, conclusione a cui arriva soltanto in età adulta.

La nota positiva è il risveglio sul finale di Orazio che decide di mandare al diavolo il corso di seduzione capendo che la spontaneità dei gesti e la gentilezza non possono essere insegnati.

Il romanzo si legge facilmente ma sembra di assistere ad una lunga chiacchierata al bar fatta tra amici intenti a lamentarsi delle problematiche del quotidiano.