Paola Tafuro e il suo primo romanzo: “Una stella a mezzanotte”

Paola Tafuro è l’autrice del libro “Una stella a mezzanotte”,edito da Pav Edizioni, con cui ho avuto il piacere di conversare.

Paola Tafuro
Paola Tafuro

Link Pav Edizioni

Ciao Paola grazie per aver concesso questa intervista. Parlaci un po’ di te, di cosa ti occupi nella vita? 

Ciao, grazie a te per avermi invitata. Sono una Sociologa, attualmente lavoro per un centro diurno che ospita malati di Alzheimer, non ci lavoro come Sociologa, ma come Oss. Mi sono occupata per tanti anni di violenza contro le donne e me ne occupo ancora. Parte del ricavato del mio libro, sarà devoluto al Movimento contro ogni violenza sulle donne, un’associazione che si occupa di violenza di genere. Nel tempo libero mi piace molto leggere e scrivere. 

Una stella a mezzanotte è il tuo primo romanzo che fa parte della Collana Woman Obsession edito da PAV Edizioni. In questo romanzo affronti il tema della violenza sulle donne, decisamente un tema molto delicato da trattare.

Decisamente si. Tratto tutte le forme di violenza: fisica, sessuale e psicologica. Parlo di femminicidio, considerando che le statistiche sono ancora a svantaggio delle donne. E non parlo solo dell’omicidio di una donna, in quanto donna, ma di ogni forma di violenza, compresi stereotipi e pregiudizi. Credo che un libro, così come ogni forma d’arte, sono veicoli importanti, che possono trasmettere messaggi forti, come può essere il mio. D’altronde, la violenza contro le donne fa male a tutti, non solo alle donne, ma alla società in generale. Ho lanciato diversi messaggi, forse il più incisivo è che la violenza si può debellare, l’importante è aiutare e aiutarsi.

Vicky e Maria, le protagoniste del romanzo, si trovano a vivere esperienze traumatiche. In loro c’è il riflesso di qualcuno che esiste veramente? 

Ogni riferimento a persone o cose è puramente casuale. La storia, però, potrebbe essere reale; sono cose che potrebbero succedere davvero. Mi sono ispirata a fatti di cronaca e donne che ho conosciuto. Le statistiche, purtroppo, ci dicono che una donna su tre subisce violenza di qualsiasi tipo. Vedi, la violenza contro le donne non è solo un pugno in faccia o lo stupro, è parlare con toni scostanti e sgarbati, è stare in silenzio e terrorizzarti con lo sguardo, per farti sentire in colpa. Ci sono anni di studio dietro la stesura del mio romanzo.

Siamo in piena epidemia da Covid-19. Lo slogan Io resto a casa ha, diciamo, segnato il primo lockdown. Casa non sempre luogo di amore e serenità. Per diversi anni ti sei occupata di violenza contro le donne, per molte è difficile denunciare una violenza subìta. Esistono, ancora, troppi pregiudizi da parte della società e poco sostegno? 

Purtroppo si. Basti pensare che se una donna viene violentata ed ha la minigonna, la colpa è sua; se è ubriaca, la colpa è sua; se esce da sola, la colpa è sua. Se l’è cercata! Ci provano sempre a dire che gli uomini sono stati provocati o le ragazze in questione sono sbandate. Ma non è così: la violenza è trasversale, colpisce chiunque. Non è semplice neanche denunciare, la società addita ancora una donna che subisce violenza. Tanti anni fa si diceva che i panni sporchi si lavano in famiglia. Non mi pare che la situazione sia molto cambiata, anzi, mi pare sia peggiorata, nonostante tante conquiste fatte. La violenza di genere è considerata ancora un tabù. E poi i sostegni sono pochi. Basti pensare ai centri Antiviolenza, ricevono pochi fondi, purtroppo.

Il titolo Una stella a mezzanotte vuole indicare la luce in fondo al tunnel, la rinascita dopo il buio? 

La mezzanotte rappresenta il buio mentre la stella sono le persone buone che incontriamo sul nostro cammino, quelle che ci guidano soprattutto nei nostri percorsi interiori. In un certo senso la stella rappresenta la luce. Ripeto, ho voluto lasciare un messaggio positivo anche se nella realtà non è così semplice.

Quali sono i tuoi libri preferiti e quali ti senti di consigliare ai lettori? 

Il mio libro preferito in assoluto è “L’albergo delle donne tristi” di Marcela Serrano. Parla di un albergo su un isolotto del Cile, che accoglie donne con numerose problematiche. E’ una sorta di terapia per queste donne. L’ho letto tantissime volte; sai noi donne, sappiamo essere anche molto solidali tra noi benché a volte si dica il contrario. Lo consiglio spesso perché queste donne fanno rete e non rimangono da sole nei loro problemi. Il segreto è non sentirsi abbandonate, soprattutto per le donne vittime di violenza. A volte, non sanno come essere aiutate o a chi chiedere aiuto, specialmente se la violenza è psicologica. Non è facile rendersene conto, anzi, ad un certo punto diventa quasi la normalità, le donne che la subiscono sono intontite e si abituano al dolore.

Ci sono nuovi progetti in vista? 

Per il momento no. Voglio godermi questo romanzo, scritto per chi voglia comprendere di più, cosa sia la violenza contro le donne. Mi piacerebbe che lo leggessero soprattutto gli uomini anche se è dedicato alle donne. Gli uomini spesso pensano che sia un problema delle donne, ma non è così. La violenza di genere è un problema sociale.

Un abbraccio forte a te e a tutti i lettori e lettrici.