Malagloria di Christian Bartolomeo-recensione

Trama Malagloria: la vita del notaio Franco Mezzalira, cinico segretario del fascio locale, e quella di Mariuzzo Vitello, uomo semplice e ignorante, si intrecciano in uno spaccato crudo e pittoresco della Sicilia degli anni Trenta, quando anche una banale parola mal posta poteva essere sanzionata con il confino. Mezzalira e Mariuzzo, tramando attorno a un misterioso manoscritto, scavano pozzi di vanità per soddisfare la loro sete di gloria. Lesti a ingannare gli altri, si condizionano a vicenda fino a confondersi e quasi a scambiarsi.

Malagloria

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Ho letto questo libro in un niente, nel senso che nel farlo il tempo è volato. Ho invece impiegato tempo a scrivere la recensione perché, quando ti affezioni ad un libro poi, sembra di non trovare le parole giuste per rendergli merito. Succede quando un romanzo suscita qualcosa di nuovo. Mi è capitato di sorridere, emozionarmi, piangere, arrabbiarmi e rimanere delusa ma ridere è un’altra cosa. Christian Bartolomeo è riuscito in questa impresa.

Irriverente, per certi aspetti appassionante, io che dopo la mia bellissima terra, la Calabria, amo la Sicilia, i siciliani e il loro dialetto. Potrei stare ore ad ascoltarli incantata cercando di stare attenta a quelle inflessioni che danno ad una parola diversi significati.

Bartolomeo, nel suo romanzo, fa luce su aspetti che hanno condizionato la vita di uomini e donne durante gli anni del fascismo tra chi, con fare fanatico, condivideva l’ideologia del partito e chi, cercando di combattere la dittatura, finiva per essere mandato al confino a Gioia Tauro, la mia città, fatto che io ignoravo e di cui sono venuta a conoscenza grazie a questo libro.

In Malagloria assistiamo ad un incontro-scontro tra il notaio Franco Mezzalira e il giovane Mariuzzo Vitello, sempliciotto di paese dotato di una apparente ingenuità.

Ma, sarà un libro a rendere il rapporto tra i due sempre più fitto, fino a portarli a mettere in discussione tutto.

Mezzalira ritrova quel barlume di dignità e buon senso che lo spingono a scontrarsi con quei dettami fascisti che fino a poco tempo prima difendeva e Mariuzzo si scopre uomo scaltro e in grado di prevaricare sugli altri per il proprio tornaconto.

Bartolomeo scrive:

Ogni creatura

tenta di proporsi al mondo

per quella che non è,

solo per vanità,

arrivando ad ingannare

persino se stessa.

Pirandello sosteneva:

Imparerai a tue spese che nel

lungo tragitto della vita

incontrerai tante maschere e

pochi volti.

Nel libro, nel momento in cui queste maschere cadono, l’autore in modo magistrale fa assistere al ribaltarsi dei ruoli tra chi prima veniva sostenuto, osannato e temuto, perché puntava a salire di grado nel partito e chi, relegato dalla vita al ruolo di sempliciotto, deriso. Un completo scambio di posizioni tra chi ignorava e adesso si illude di sapere e chi pensava di sapere ma ignorava la potenza della coscienza.

Malagloria

Christian Maria Giuseppe Bartolomeo(Agrigento, classe 1978) vive a Gioia Tauro. Il suo romanzo d’esordio, Le Quindici, ha vinto nel 2017 la Giara d’argento – VI edizione del Premio Letterario RAI La Giara e nel 2018 il premio Nazionale delle Narrativa – XXI edizione del Concorso Alessio Di Giovanni. Malagloria è stato tra i 3 finalisti della seconda edizione del Concorso Letterario RTL 102.5 Mursia-Ronanzo Italiano.