Io posso – Due donne sole contro la mafia

Io posso – Due donne sole contro la mafia di Pif e Marco Lillo

Io posso

Immaginate di tornare un giorno a casa vostra e di trovare un costruttore legato alla mafia lì davanti. Immaginate che vi dica che quella non è casa vostra, ma sua. E che, qualche anno dopo, ve la danneggi gravemente per costruirci accanto un palazzo più grande.

E immaginate di dover aspettare trent’anni prima che un tribunale italiano vi dia ragione. Immaginate che, dopo tutto questo tempo, vi riconoscano un compenso per i danni, che però nessuno vi pagherà mai dato che il costruttore nel frattempo è stato condannato perché legato alla mafia e lo Stato gli ha sequestrato tutto.

E ancora, immaginate che di quella somma, che non riceverete mai, l’Agenzia delle entrate vi chieda il 3 per cento.
Questo è quello che, più o meno, è successo a Maria Rosa e Savina Pilliu. E diciamo ‘più o meno’, perché in trent’anni, in realtà, è successo questo e molto altro. 

Feltrinelli Editore

Il processo a Rosario Spatola e soci cambierà la storia dell’antimafia e la vita di Giovanni Falcone.

Tutti i giornali italiani e anche il New York Times danno notizia dell’arresto di Spatola.

Quando, nel 1982, inizia il processo “Spatola Rosario più 119”, al palazzo di giustizia di Palermo i giornalisti chiedono a Falcone: “Sono cose come quelle viste nel film Il Padrino?”

Falcone con l’aria seria risponde: “Quelle del Padrino al confronto sono cose da ragazzi”.

Questo libro non racconta la storia del dottor Falcone e degli uomini e donne di legge che hanno speso la propria vita a combattere la mafia.

Questo libro parla di due donne che da sole non hanno mai abbassato la testa facendosi intimidire dalle minacce e che per trent’anni sono rimaste ferme nel loro proposito di far rispettare la legge, andando contro mano in un sistema corrotto, gestito al 50 per cento da gente corrotta o facilmente corruttibile.

Le Pilliu raccontano a Pif e Marco Lillo che il primo ad essersi interessato al terreno dove sorgevano le palazzine sia stato Rosario Spatola, imprenditore mafioso della borgata Uditore che per anni ha fatto la spola tra la Sicilia e New York.

Questa storia ha davvero dell’incredibile perché l’incubo inizia sulla base della dichiarazione falsa del costruttore Pietro Lo Sicco.

In trent’anni, le Pilliu, si sono spese completamente per la loro battaglia, presentando denunce su denunce. Ad interessarsi alla vicenda di queste due sorelle che si sono opposte al costruttore legato alla mafia anche il giudice Borsellino, proprio nel periodo antecedente la strage di Via d’Amelio.

Paolo Borsellino era umanamente interessato alle sorelle Pilliu. Nulla di strano per chi conosce bene il giudice. Era normale per lui fermarsi ad ascoltare la povera gente che aveva problemi con la giustizia. Era il suo modo di essere magistrato.

Una vicenda che presenta un susseguirsi di rocamboleschi salti dove un passo avanti ne comporta tre indietro in un meccanismo delicato.

Pif e Marco Lillo attraverso la vendita di questo libro si sono posti 3 obiettivi:

  1. raccogliere 22 mila e 842 euro, cioè la cifra necessaria per pagare il 3 per cento dell’Agenzia delle entrate;
  2. far avere lo status di “vittime di mafia” alle sorelle Pilliu;
  3. ristrutturare le palazzine semidistrutte e concederne l’uso a un’associazione antimafia.