27 gennaio-La giornata della Memoria

Il 27 gennaio è la Giornata della Memoria e ogni anno si commemorano le vittime dell’Olocausto. Diversi i libri che parlano di questa tragedia che ha segnato la storia e le vite di chi ha vissuto in prima persona la deportazione nei campi di concentramento. Come Primo Levi, scrittore e chimico italiano, che scrisse:

Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre.

Ecco una lista di 10 libri che parlano della Shoah:

 

Diario di prigionia-Ansaldo Giovanni: Ansaldo, giornalista di regime, richiamato sotto le armi nel 1943, viene catturato dalle truppe tedesche e portato nel campo di concentramento. Rientrerà in Italia solo nel settembre 1945. Questi diari furono tenuti giorno per giorno, dal gennaio 1944 sin quasi alla fine e sono di grande interesse per l’autoanalisi che Ansaldo vi compie. Diario privato quindi in cui Ansaldo mostra una sincerità spregiudicata sui lati anche meno nobili di sè.

 

La banalità del male- Arendt Hannah: Otto Adolf Eichmann, figlio di Karl Adolf e di Maria Schefferling, catturato in un sobborgo di Buenos Aires la sera dell’11 maggio 1960, trasportato in Israele nove giorni dopo e tradotto dinanzi al Tribunale distrettuale di Gerusalemme l’11 aprile 1961, doveva rispondere di 15 imputazioni. Aveva commesso, in concorso con altri, crimini contro il popolo ebraico e numerosi crimini di guerra sotto il regime nazista. L’autrice assiste al dibattimento in aula e negli articoli scritti per il “New Yorker”, sviscera i problemi morali, politici e giuridici che stanno dietro il caso Eichmann.

 

  •  Non dimenticarmi. Diario dal lager di un’adolescenza perduta-Deen Helga: “Amore, finora tutto va molto meglio del previsto.” È il 1° giugno 1943, Helga Deen, giovane ebrea olandese appena deportata al campo di raccolta di Vught, comincia ad annotare le impressioni sulla vita di prigionia, nel suo diario e nelle lettere al suo ragazzo Kees van den Berg. Non sa che pochi giorni la separano dalla morte, che presto un nuovo convoglio condurrà lei e la sua famiglia a Westerbork e poi a Sobibór, dove li attende la camera a gas. Ma sa di essere protagonista di una tragedia e ripone nell’inseparabile quaderno le sue speranze di diciottenne determinata a non rinunciare alla vita, a scrivere per non lasciarsi annullare: anche lei vedrà bambini stipati nei vagoni in arrivo, pratiche umilianti, esecuzioni di massa e l’abiezione degli animi avviliti; ma giorno per giorno annoterà sensazioni e sentimenti, ricordi e aspettative, in cerca di un senso. Helga e Kees non si sarebbero mai rivisti.

 

  • Se questo è un uomo-Primo Levi: Pubblicato nel 1947 e accolto da Einaudi nel 1958, “Se questo è un uomo” viene da allora continuamente ristampato e tradotto in tutto il mondo. È nota la misura, la compostezza di questo classico dell’esperienza della deportazione, il suo intento di descrivere l’indescrivibile, che ha portato l’autore a affermare “se c’è Auschwitz, quindi non può esserci Dio”.
        • Ho sognato la cioccolata per anni-Birger Trudi, Green Jeffrey M.: La storia di una bambina che, dai té danzanti di Francoforte, si ritrova rinchiusa nel ghetto di Kosvo prima di finire nel campo di concentramento di Stutthof. Una storia vera, di affetto e devozione. La prova d’amore di una figlia ragazzina, che nella grande tragedia dell’olocausto rifiuta di salvarsi per non abbandonare la madre, perché sa che solo da quel legame forte e profondo, indispensabile per entrambe, potrà attingere la forza per continuare a sperare anche quando, nuda e rasata, si vedrà spinta verso la bocca di un forno crematorio.
    • L’ inferno sulla terra. La testimonianza di una dottoressa deportata ad Auschwitz-Vaisman Sima: Sima Vaisman fu arrestata a Màcon nel 1942, poi deportata ad Auschwitz dove, come medico, cercò di curare per quanto era possibile le altre detenute. Reduce dall’orrore, scrisse subito questa testimonianza sull’universo concentrazionario, pubblicata dopo molti anni in una rivista ebraica. Lo stile è colloquiale, non vi è alcuna ricerca del pathos: la semplice descrizione dei fatti è sufficiente. Un testo oggettivo, conciso, chiaro, terribile nella sua verità e che nondimeno lascia l’impressione della forza indistruttibile, del coraggio fuori del comune di questa donna che ha voluto dire alle generazioni future che “questo è stato”.

 

    • Auschwitz spiegato a mia figlia-Wieviorka Annette: Perché i nazisti spesero tante energie per sterminare milioni di uomini, donne e bambini, soltanto perché erano ebrei? Perché Hitler riteneva gli ebrei la maggior minaccia per il Terzo Reich? Chi sapeva quello che succedeva e chi poteva fare qualche cosa? Perché gli ebrei non hanno opposto resistenza? Annette Wieviorka risponde alle domande di sua figlia Mathilde su Auschwitz e la distruzione degli ebrei d’Europa. Domande crude e dirette che esprimono l’incredulità di chi non può concepire l’assurda tragedia dei lager nazisti.

 

  • Sopravvivere e vivere-Epstein Denise: Quando Irène Némirovsky viene arrestata, nel luglio del 1942, la maggiore delle sue due figlie, Denise, ha tredici anni, la minore, Elisabeth, soltanto cinque. Tre mesi dopo anche il padre sarà deportato. Per le due bambine cominciano gli anni atroci della fuga: braccate dalla polizia francese e dalla Gestapo, passano da un nascondiglio all’altro, spostandosi di notte, prendendo treni da cui bisogna saltare giù prima che entrino nelle stazioni per evitare i poliziotti e i loro cani, trovando rifugio in un convento di suore, in cantine umide, in sottoscala. Alla Liberazione, Denise ed Elisabeth si recheranno, insieme a molti altri, alla Gare de l’Est, dove assisteranno sgomente all’arrivo dei treni che riportano a casa quei fantasmi macilenti che sono i sopravvissuti dei campi: ma da quei treni non vedranno scendere né l’uno né l’altro dei genitori.
  • A 5405. Il coraggio di vivere-Fiano Nedo: “Il libro di Fiano è un colpo al cuore perché lui non racconta di numeri, ma di persone con nome e cognome. Eppure, anche se è un libro che parla di morte, Fiano lo riempie di vita, di colori, di profumi. Nedo Fiano ebreo, nasce a Firenze nel 1925 e nel novembre del 1943 comincia il viaggio nell’orrore della Shoah. Detenuto ad Auschwitz è liberato l’11 aprile 1945.
      • Chi ti ama così-Bruck Edith: “Quando ero nei campi di concentramento e nessuno veniva a liberarmi mi chiedevo: come può il mondo essersi dimenticato di noi?”. “Chi ti ama così” è un romanzo autobiografico in cui il debito nei confronti del passato e del dolore non può dirsi mai saldato completamente.

 

Tutti coloro che dimenticano il loro passato, sono condannati a riviverlo. Primo Levi.

2 Risposte a “27 gennaio-La giornata della Memoria”

  1. 2 giorni fa, insieme al Corriere della Sera, è uscito il libro “Se questo è un uomo” di Primo Levi in occasione della Giornata della Memoria.

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